Di qua e di là

storia di un piccolo muro
05 Set 2019
21:30
Cinema Teatro Boldini

Di qua e di là

Compagnia Stilema

con Roberta Maraini
di Silvano Antonelli
collaborazione drammaturgica Giulia Antonelli, Roberta Maraini, Enrico Seimandi

 

Un piccolo muro attraversa la scena. Uno scoppiettio, come di fuochi d’artificio, arriva Lei.
Sembra caduta dal cielo. Forse è appena nata. Si guarda attorno smarrita. Scopre il muro.
E, di là dal muro, degli strani esseri …gli spettatori.
La ragazza è spaventata. Nella sua testa ci sono un mucchio di pensieri.
Come saranno quelli di là dal muro? Quanti saranno? Saranno bravi o cattivi?
E se ci attaccano i pidocchi? E se…?
Qui comincia il gioco divertente e leggero dello spettacolo.
L’attrice di qua, il pubblico di là. E in mezzo il muro.
Una sequenza di domande. Una sequenza di scene.
Ogni scena uno stereotipo che caratterizza il rapporto con gli altri, con le paure che ci assalgono ogni volta che ci troviamo di fronte a qualcosa o qualcuno che non conosciamo.
E le paure e le domande alimentano il muro. Lo fanno crescere.
E, si sa, a forza di costruire muri si rischia di rimanere imprigionati.
Come in un labirinto. Come fare?
Lo spettacolo, naturalmente, una soluzione la dà.
Una soluzione e un augurio. Senza retorica e senza voler insegnare nulla.
Mettendo al centro la materia di cui è fatto il teatro: le emozioni.
L’emozione di essere “Di qua e di là”.
L’emozione di cercare di trovare un modo per incontrarsi, per capirsi, per riconoscersi gli uni negli altri, superando i piccoli muri che, spesso, ci portiamo dentro.

Teatro d’attore e oggetti
dai 4 anni
durata: 50 minuti

Eccoci qua a raccontarvi un nuovo spettacolo di Silvano Antonelli che in “Di qua e di là” non si limita a narrare la storia di un piccolo muro che attraversa la scena, ma è lui stesso a dargli voce, aiutato dalla brava Roberta Mariani. Lei è al di qua del muro, un muro costruito da tanti mattoncini rossi, dall’altra parte ci sono degli strani esseri… gli spettatori, i bambini. Come sono gli abitanti al di là del muro? Quanti saranno? Saranno bravi o cattivi? Ecco che li guarda con sospetto, ecco che li conta, che li fotografa persino, per cercare di capirne meglio le caratteristiche . Lei nel suo mondo potrebbe star benissimo, un mondo senza tante regole, dove può fare quello che vuole, come è già capitato tempo fa ad Alice, non come succede dall’altra parte del muro, dove quelli, i bambini, vivono continuamente sommersi da continui divieti.

Ma se poi quegli strani esseri verranno a disturbare la sua bellissima quiete? Quanta paura! E cosi le sue paure alimentano il muro e lo fanno diventare sempre più grande finché un bel momento la nostra protagonista capisce che così non si può più andare avanti. Lo capisce quando anche lei diviene più grande e consapevole e come Alice si trova lei ad essere più grande di quel piccolo muro. È così forse capisce che quei mattoni non servono solo a creare muri ma, composti in altro modo, servono per costruire ponti, cercando di fidarsi gli uni con gli altri e magari da uno di quei mattoni può perfino spuntare un fiore. Silvano Antonelli complice la brava Roberta Maraini crea lo spettacolo più emozionante del Festival in un continuo fluire di stati d’animo, di emozioni costruito con apparente semplicità disarmante.

Mario Bianchi, Eolo Ragazzi